I Seminari di costellazioni familiari

Come si svolge un seminario.

seminariPer informazioni ed iscrizioni dott.ssa Daniela Marzani, cell. 345 1268317, e-mail info@danielamarzani.it

Le Costellazioni Familiari sono qualcosa di diverso rispetto la psicologia canonica. Infatti la psicologia si occupa del livello mentale dell’individuo e del funzionamento dei meccanismi della mente. Le Costellazioni, invece, si occupano di un livello diverso: quello dell’Anima e della possibilità di cambiare la realtà grazie al nostro renderci conto che esistono dei blocchi, non visibili, a causa dei quali le persone hanno vite travagliate e a volte sofferte.

E’ molto importante, prima di un seminario, stabilire fra i partecipanti un “patto” o “contratto”: la sospensione del giudizio, in cui tutti abitualmente siamo immersi, fatto che ci impedisce di stare bene con noi stessi e con gli altri. L’accordo è che ciò che si svolge durante un incontro rimane protetto e tutti i partecipanti sono tenuti a mantenere l’assoluto riserbo.

Un seminario di Costellazioni familiari è un’occasione preziosa per entrare in contatto con altre persone, per le quali possiamo essere molto utili nel momento in cui fungiamo da rappresentanti nella loro costellazione e possiamo vivere con loro un’esperienza umana e spirituale veramente unica.

Vediamo lo svolgimento: ci si siede in cerchio, conduttore e partecipanti. Lo spazio in cui si lavorerà, o palcoscenico, è delimitato da tutti i partecipanti al seminario seduti in cerchio.

Accanto al conduttore c’è un posto vuoto, in cui si metterà a sedere di volta in volta il partecipante che desidera presentare il suo tema, o meglio, il partecipante che il conduttore identifica come pronto a lavorare su quel determinato aspetto: tutti avrebbero voglia, e subito, di rappresentare il proprio tema, ma, in ultima analisi, è il conduttore a stabilire se è o meno opportuno farlo in quel determinato momento.

Dopo una fase di rilassamento e distensione guidata dal conduttore, quindi, si condividono le emozioni emerse durante la meditazione e, a seconda di ciò che emerge, questi invita un partecipante a sedersi accanto a lui per lavorare sul tema che gli causa disagio.

Il partecipante espone con essenzialità i fatti che si sono svolti nella sua famiglia, senza fornire giudizi o interpretazioni. Dire “Mia madre è alcolizzata da quando ero piccola perché è debole” porta con sé un giudizio, ed è diverso da dire “Mia madre è alcolizzata da quando ero piccola perché beve due litri di vino al giorno”.

La persona allora viene invitata a scegliere, basandosi sulle sensazioni corporee e non mentali, i rappresentanti dei familiari che il conduttore gli indica. Poi, lentamente, dispone i rappresentanti che ha scelto nello spazio, in relazione l’uno con l’altro, guidandoli fisicamente.

L’immagine iniziale determinata da tale disposizione spaziale riflette il problema che affligge la persona interessata, che torna poi a sedere accanto al conduttore.

In questa fase iniziale, infatti, il conduttore le indica di scegliere un rappresentante anche per se stessa, dandole modo di assistere dall’esterno allo svolgersi delle dinamiche della sua famiglia in qualità di osservatore privilegiato.

Soltanto a conclusione del processo, quando si affaccerà l’immagine-soluzione a partire da cui avverrà la trasformazione, sarà invitata a prendere parte alla rappresentazione.

A partire dal momento in cui tutti i rappresentanti sono sul palcoscenico si forma il campo morfogenetico. Definirlo è complesso ma allo stesso tempo facile: tutti noi conosciamo il campo elettromagnetico, oppure il campo gravitazionale terrestre. Sono forme di energie invisibili che riguardano e governano il mondo fisico in cui viviamo.

Il campo morfogenetico, invece, riguarda quelle energie invisibili che collegano gli esseri umani gli uni agli altri e che fanno sì che un rappresentante, scelto ad esempio per un fratello, possa avvertire esattamente le stesse emozioni e arrivare ad assumere le emozioni di quello, in quel momento si trova da un’altra parte.
Tutti noi, infatti, siamo persone distinte, ma siamo anche invisibilmente collegati!

Un’immagine concreta per chiarire questo concetto è che tutti noi sappiamo che cosa sono i cellulari, e sappiamo anche che essi possono comunicare fra loro grazie ad una rete invisibile, che però esiste. Senza di essa, non funzionerebbero. Lo stesso per gli esseri viventi: sono collegati da una rete invisibile, grazie alla quale possiamo lavorare con il metodo delle Costellazioni familiari.

Ritorniamo al nostro partecipante e alla sua costellazione: sotto i suoi occhi i rapporti fra i suoi familiari, o fra i suoi colleghi, o con il suo partner, si rivelano per quelli che sono e, fatto ancora più interessante, si rivelano i blocchi che impediscono che questi rapporti fluiscano in modo armonioso.

Il conduttore può così operare riportando ordine nel sistema grazie alla potente tecnica di cui dispone, effettuando cambiamenti nei rapporti fra i “personaggi” nello spazio, proponendo loro frasi da dirsi.

Quando il conduttore vede affacciarsi l’immagine risolutrice invita il protagonista a prendere direttamente parte alla costellazione. Al termine dello svolgimento, finalmente, si sperimenta immediatamente un grande cambiamento ed un grande sollievo a livello emozionale.

In seguito, proprio grazie al fatto che tutti siamo collegati grazie ad una rete invisibile che ci unisce, potremo apprezzare dei cambiamenti anche a livello del mondo e dei rapporti reali, perché lavorando con i rappresentanti di chi ci sta a cuore è come se avessimo in realtà lavorato proprio con loro. Così si possono rasserenare quei rapporti che talvolta diventano roventi, come ad esempio i rapporti di coppia, che attraversano lunghi momenti di stasi per il fatto che uno dei due partner nega la necessità di ricorrere ad un aiuto esterno per riportare l’armonia perduta: spesso il problema “non esiste” e l’esistenza di un blocco viene attribuita alla volontà dell’altro di vederla.

I cambiamenti non sono dovuti ad un processo magico: semplicemente, innanzitutto, abbiamo lavorato su noi stessi e quindi abbiamo cambiato noi stessi e il nostro (limitato) punto di vista mentale; inoltre abbiamo lavorato a livello di Anime, e, come dicevamo, le Anime dialogano ad un livello sottile.

E’ comunque importante non parlare con nessuno della propria rappresentazione per almeno un mese, in modo da non togliere forza al processo di trasformazione energetica in corso.

Gli effetti e i benefici di una Costellazione Familiare possono essere immediatamente evidenti o esplicarsi in un arco di tempo più lungo.

Durante un seminario ci si accorge con stupore che i rappresentanti dei propri familiari, o amici, o innamorati, si comportano esattamente come questi nella quotidianità, pur non conoscendo le persone che rappresentano.
Questo lascia ovviamente meravigliati.

Il mondo della scienza ufficiale in generale guarda con sospetto alle innovazioni. Penso ad esempio a Freud, oggi uno dei pilastri della psicologia, che per anni, agli esordi, doveva ritrovarsi segretamente con i suoi allievi in modo da condividere le proprie scoperte senza essere costretto dai rappresentanti della scienza ufficiale contemporanea a perdere il posto e la reputazione.

D’altro canto, in altra parte del metodo scientifico si sono verificate grandi aperture, magari ancora poco note al grande pubblico: gli studiosi appartenenti al mondo della fisica quantistica considerano consolidato ormai da un secolo il fatto che tutto è la manifestazione di un’unica forma di energia, che si manifesta in modi differenziati nel mondo reale, e però interconnessa ad un livello più profondo.

Energia e materia sono interconnesse: d’altronde la famosa equazione di Einstein E=mc2, che proprio questo dice, non è una delle più grandi scoperte scientifiche di tutti i tempi?

Per approfondimenti sul campo morfogenetico suggerisco la lettura delle ipotesi scientifiche basate da Rupert Sheldrake, biologo inglese, di cui potete trovare notizia agli indirizzi:

www.sheldrake.org (in inglese)
Sheldrake (in italiano)

Partecipare ad un seminario porta a grandi benefici, poiché grazie a quest’esperienza si raggiunge un livello di comprensione più elevato; ma quello che avviene in una rappresentazione va oltre. I fardelli che spesso si trascinano nel seno di una famiglia o di un sistema vengono portati alla luce e quindi lasciati andare.

Tutti svolgono un lavoro profondo, tanto chi costella come protagonista portando il proprio tema su cui fare luce quanto chi partecipa come rappresentante, perché se si riveste un ruolo in una rappresentazione quella storia un po’ riguarda anche noi in quanto mai si è scelti a caso.

Chi ha partecipato ad un seminario di Costellazioni Familiari sa bene che l’incontro rappresenta un’occasione di profondo scambio e unione spirituale con gli altri partecipanti. Lavorare insieme, in gruppo, significa scoprire che “gli altri” sono molto più vicini a noi di quanto crediamo.Tutti siamo qui per evolvere e soddisfare i nostri bisogni di sicurezza, stima, appartenenza, amore e autorealizzazione…ma spesso siamo bloccati da una sensazione di diffidenza e di timore nei confronti del prossimo che ci impediscono di vederlo simile a noi stessi! Il “patto” o “contratto” che si stabilisce prima di ogni incontro è la sospensione del giudizio, in cui tutti siamo immersi. In un seminario, finalmente, si scopre la libertà di essere e il significato della reciproca profonda accettazione.

Quota di partecipazione: 70 euro + tessera associativa annuale 5 euro

Per informazioni ed iscrizioni dott.ssa Daniela Marzani, cell. 345 1268317, e-mail info@danielamarzani.it